Tumori andrologici e urologici in Italia: numeri, prevenzione e trattamento
Il tumore alla prostata, al testicolo, alla vescica e al rene rappresentano alcune delle più frequenti neoplasie urologiche maschili in Italia. Grazie ai progressi nella diagnosi precoce e nella terapia, la sopravvivenza per questi tumori è in costante miglioramento. Tuttavia la prevenzione, l’informazione e il monitoraggio restano armi fondamentali nella lotta contro queste patologie.
In questo articolo vediamo i dati aggiornati al 2024 elaborati da AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) e ISS, e approfondiamo le caratteristiche cliniche e terapeutiche di ciascun tumore
Tumore alla prostata: il più diffuso tra gli uomini
Con circa 40.192 nuove diagnosi stimate nel 2024 e 485.000 uomini viventi in Italia dopo una diagnosi, il carcinoma della prostata è il tumore più frequente tra la popolazione maschile.
- Sopravvivenza netta a 5 anni: 91%
- Mortalità (2022): 8.200 decessi
- Sintomi: possono comparire solo nelle nelle fasi avanzate: difficoltà urinarie, dolore perineale, ematuria, dolore osseo da metastasi
- Diagnosi: dosaggio PSA, esplorazione rettale digitale, RM multiparametrica e biopsia fusion
Nei casi localizzati, la chirurgia e la radioterapia sono opzioni terapeutiche efficaci, mentre nelle fasi avanzate si fa ricorso a terapie ormonali di nuova generazione e, in alcuni casi, alla chemioterapia.
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Tumore al testicolo: raro ma con tassi di guarigione elevatissimi
Nel 2024 si stimano 2.060 nuove diagnosi di tumore del testicolo, con un numero di decessi molto contenuto (134 nel 2022). Si tratta per il 95% di tumori germinali.
- Sopravvivenza netta a 5 anni: 93%
- Probabilità di sopravvivere altri 4 anni dopo il primo: 96%
- Prevalenza: 62.000 uomini in Italia
- Tasso di guarigione nei primi stadi: 99%
La diagnosi è spesso precoce, grazie all’autopalpazione e alla consapevolezza crescente tra i giovani. Fondamentali per la diagnosi e follow-up sono i marcatori tumorali (beta HCG, alfafetoproteina, LDH) . La criopreservazione del liquido seminale è raccomandata nei pazienti sottoposti al trattamento.
La terapia si basa su chirurgia e successiva eventuale chemioterapia.
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Tumore della vescica: attenzione al fumo
Con 31.016 nuove diagnosi previste nel 2024, il tumore della vescica è il secondo più frequente tra gli uomini (25.227 casi), con una prevalenza di 300.200 persone viventi dopo la diagnosi.
- Sopravvivenza netta a 5 anni: 80% negli uomini, 78% nelle donne;
- Fattore di rischio principale: fumo di sigaretta, infezioni ricorrenti.
- Due forme principali:
- Superficiali (CIS, Ta, T1): trattate con TUR-BT e instillazioni endovescicali;
- Muscolo-infiltranti (≥T2): richiedono cistectomia radicale e chemioterapia.
È importante notare che, sebbene il carcinoma uroteliale non sia tipicamente ereditario, alcune forme sono associate a mutazioni BRCA o sindrome di Lynch.
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Tumore del rene: spesso scoperto per caso
Nel 2024 sono attese 13.282 nuove diagnosi di carcinoma renale, con una prevalenza di 154.800 pazienti viventi in Italia.
- Sopravvivenza netta a 5 anni: 71%
- Mortalità (2022): 4.600 decessi
- Diagnosi frequente per caso, durante esami ecografici per altri motivi
- Fattori di rischio: fumo, ipertensione, obesità, policistosi renale, sindrome di Von Hippel-Lindau
Nel 55% dei casi il tumore è confinato al rene e può essere rimosso chirurgicamente con possibilità di guarigione. Tuttavia, circa il 25-30% dei casi si presenta già in fase metastatica. Le terapie mirate e l’immunoterapia hanno rivoluzionato la gestione delle forme avanzate.
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I tumori urologici rappresentano una sfida importante ma affrontabile, soprattutto se diagnosticati precocemente e trattati in centri specializzati. Il ruolo dell’urologo è centrale non solo nella diagnosi e nella terapia, ma anche nel follow-up e nella gestione delle complicanze a lungo termine.
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